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"Il Tabernacolo dell'Onesto Peccato"
ARIONDASSA - 2001
Da sempre le riunioni conviviali sono sinonimo di festa e allegria.
Ieri come oggi, ci si riuniva a tavola per le grandi occasioni delle feste calendariali: l'uccisione del maiale a Carnevale, con la conseguente "sin-a purcatojra", le tavolate con uova e tomini di Pasqua, i pranzi natalizi con le donne di casa già al lavoro in cucina da giorni per la celebrazione del grande evento. E poi il matrimonio, la nascita di un figlio e anche il pranzo per i parenti del defunto dopo il funerale. Il verbo "mangiare" accompagna la vita dell'uomo e, una volta, quando il cibo e il vino erano scarsi, ci si ingegnava in mille modi e maniere per ricavare il massimo possibile da quel poco che c'era. L'abilità delle nonne nel cucinare i piatti "poveri" di un tempo era leggendaria: il pollame, le minestre, tutti simboli di un passato dove c'era il "tempo" di preparare la festa, dove riunirsi a tavola aveva un significato molto speciale, perchè era un piacere raro. Noi contemporanei abbiamo elevato il livello di queste riunioni conviviali: Grazie a Dio, oggi il cibo non manca più.
E neanche il vino, che è molto più raffinato e corposo che in passato. Però non ci fa male ricordare quei tempi, forse anche per apprezzare la socialità e l'aria di allegria (quella sì affievolita dai troppi "stress" quotidiani) che una volta non mancava mai, anche se i momenti difficili erano forse più numerosi di oggi. Per ritrovare un po' di quel clima, noi dell'Ariondassa vi invitiamo al TABERNACOLO DELL'ONESTO PECCATO, in una dimensione nella quale possono convivere attorno ad una tavola passato e presente, nel tentativo di imparare a migliorarci dentro e fuori: I canti di osteria, quelli legati al lavoro o quelli da cantastorie sono tutti frutto di quegli anni formidabili, nati nelle tavolate del dopo pasto, nei "pranzi dei coscritti" o nelle "crote", dove si conservava il vino per tutto l'anno e forse oggi ci teniamo il fuoristrada. "I vizi di una volta adesso sembrano quasi virtù...". Facciamo insieme questo viaggio nella "Macchina del tempo" e, serenamente, godiamo il lento ritmo del tempo che fu, non più "fast food" ma "onesto peccato".
Ah, già: perchè l'Ariondassa? Ma perchè la Rionda e l'Ariondela c'erano già, mancava solo l'Ariondassa. Grazie di stare in nostra compagnia e buon appetito, anzi come si dice dalle nostre parti, fev-la ben!
l'Ariondassa
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"Del Piemont als Pirineus"
EL PONT D'ARCALIS / ARIONDASSA - 2003
Dal Piemonte ai Pirenei è uno spettacolo creato congiuntamente da queste due formazioni di punta della musica delle radici: El Pont D'Arcalis in Catalogna Ariondassa in Piemonte, che si presenterà all'inaugurazione delTradicionarius 2003 a Barcellona. È stato presentato in diversi Festival: Valle D'Aosta, Alessandria, Trento, ecc.. Sarà presente alla Fira d'espectacles d'arrel tradicional a Manresa, quindi finalmente il concerto registrato dal vivo il sabato 8 Novembre 2003 al teatro l'Espai di Barcellona.
Sono due musiche con una sola radice e una sola tradizione musicale: il suono delle regioni di montagna dei Pirenei e le regioni del Piemonte e abbiamo voluto che resti costante questa buona intesa e collaborazione con questo CD che teniamo tra le mani, come un atto notarile musicale, dove resta presente la vita di queste melodie, il calore e la partecipazione con il pubblico del concerto. "... la fusione della musica delle radici dei catalani El Pont D'Arcalis i piemontesi Ariondassa dimostra che esiste un denominatore comune tra i Pirenei e l'altro lato delle Alpi. Spinti dall'idea di registrare in diretta il concerto dell'Espai è come una festa musicale con una sola nazionalità: il canzoniere tradizionale: Sulla scena, situati in perfetta simmetria, gli undici musicisti delle due formazioni, scavano nella profondità della memoria musicale per offrire alcune canzoni che dovrebbero accompagnare i libri di storia. Sono temi estratti dalla cultura popolare, che cantano di ragazze da maritare, di problemi domestici o di transumanza del bestiame dalle montagne. Lo fanno con una pluralità di suoni, con una fusione di alcuni strumenti che dimostrano la stessa origine...
Il desiderio sarebbe che con questo disco il Pont D'Arcalis e Ariondassa, ciascuno nel suo ambito naturale, potessero muovere, anche solamente di una briciola, la montagna della musica tradizionale. Almeno come l'hanno mossa a l'Espai".
J. M. Hernandez Ripoll (Diari Avui, 14/11/03)
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"In
cerca di grane"
ARIONDASSA - 2005
Si dice che i Piemontesi siano gente indolente, statica, fredda negli approcci, insomma, i classici "bogianén" di dubbia fama... Allora, ci reputiamo un'anomalia genetica in questo microcosmo. In tutti questi anni di vita musicale in giro per l'Europa, noi dell'ARIONDASSA abbiamo sempre "cercato grane", creato scompiglio e allegria, inoltre, quando noi non cercavamo le grane, le "grane" cercavano noi. E ci trovavamo sempre, comunque pronti, a riceverle... In verità, dobbiamo dire che le "grane" sono quelle cose che ci hanno fatto restare vivi, in un mondo sempre più pieno di gente anestetizzata dalla vita contemporanea. Questo disco vuol essere un momento di testimonianza di tutte le esperienze che abbiamo fatto in questo ultimo periodo, influenzati dalla Savoia e le sue allegrie, dalla Catalunya del Pont d'Arcalis, con le sue "gralle" e la sua cultura della montagna, dal Belgio ed i suonatori di cornamusa, dalle "Weizen Bier" e gli Spätzli" tedeschi, la Svizzera e le "Bandelle", dalla esaltante esperienza negli U.S.A.... e dalle infinite notti sotto le stelle, a viaggiare, a cantare sul furgone, a bere, a mangiare le cose più improbabili ed a parlare con gli amici, quasi mai nella stessa lingua d'origine, creando "minestroni" di parole e di concetti , sempre umoristici per gli eventuali ascoltatori. L'ARIONDASSA vuole porgere, come un caloroso omaggio a tutte le persone che abbiamo incontrato (e che incontreremo) questi canti e queste musiche che rappresentano sì il Piemonte, ma anche lo spirito "goliardico" e vitale che anima il nostro gruppo. Che le "grane" ci accompagnino sempre! E bon!
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